Il Sindaco Marco Macciantelli spiega la proposta di bilancio 2012.

Per comprendere il bilancio del Comune bisogna sapere che la nuova tassazione Imu, a cui saranno soggetti i cittadini (compresa quella per l’abitazione principale), non porterà alcun immediato e diretto beneficio alle casse comunali. Gli unici vantaggi che potranno derivare ai Comuni sono quelli indotti dalla maggiorazione delle aliquote. Non solo: nell’affrontare la responsabilità di una manovra deve essere chiara l’utilità per la comunità in termini di restituzione alla comunità di opportunità dal punto di vista di nuovi investimenti. Dopo un’opera di contenimento della spesa, per una maggiore sobrietà, un maggiore risparmio, facendo ricorso alla cultura delle buone pratiche, al miglior utilizzo degli spazi comunali, a progetti innovativi, una qualche forma di compartecipazione della comunità, per quanto contenuta e ragionevole, verosimilmente, per chiudere il bilancio 2012, purtroppo, è necessaria. Per questo è fondamentale tenere la barra sui nostri valori: equità e contrasto alla crisi, una visione di sviluppo sostenibile. La nostra proposta di bilancio, approvata dal Consiglio lo scorso 13 marzo, si basa su un accordo con le OO.SS. siglato in data 24 febbraio e sulle linee di indirizzo presentate al Consiglio avvenuta lo scorso 7 febbraio. Provo a ricapitolarne i punti essenziali. Prima di tutto: i sacrifici a carico del comune; solo dopo della comunità. No ai tagli lineari. Sì alle priorità, a partire dal sociale e dalla scuola, cuore del welfare. Spending review, come si dice adesso, per produrre risparmio. Dalla luce alle fotocopiatrici; dalle utenze telefoniche alla benzina per i veicoli comunali. Poi ricorso alplafond del patto di stabilità regionale. Quindi il contrasto all’evasione fiscale. Almeno 700.000 di Euro all’anno, per un bilancio di non più di 33 milioni di euro. La sussidiarietà come parte costitutiva di un bilancio sociale di comunità. Di qui il “libro bianco delle buone pratiche”. Quasi un milione di euro. Molti cittadini han capito benissimo com’è messo il Paese e chiedono di poter gestire “pezzi” di bene comune, dai parchi alle palestre. Devono trovare un Comune pronto, senza burocratismi, nel raccogliere gli sforzi che la comunità è disposta a fare. Ovviamente anche noi siamo chiamati a ad applicare l’Imu, la nuova norma approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento alla fine dello scorso anno. Le manovre del 2011, per noi, hanno significato oltre 5 milioni di Euro in meno. La compartecipazione richiesta alla comunità sarà maggiore sulle seconde case e sugli alloggi sfitti (sino alla misura dell’1,6%). Attività produttive allo 09,6%. Per l’abitazione principalealiquota allo 0,44% che, a fronte di un gettito di 6.250.000 euro, costituirà per il Comune risorse aggiuntive solo nella misura di 750.000 euro. Abbiamo previsto un’ulteriore detrazione di 70 euro per i soggetti con reddito ISEE inferiore a 15.000 euro e da 15.000 euro a 20.000, qualora il reddito familiare sia da lavoro dipendente o da pensione. Ciò al fine di abbattere l’aumento dell’aliquota. Per le abitazioni a canone concordato e a proprietà indivisa, l’aliquota sarà quella minima. Abbiamo confermato l’attuale aliquota dell’addizionale Irpef allo 0,55%, ferma da alcuni anni, con soglia di esenzione fino a 10 mila euro lordi. Anche le tariffe per i servizi scolastici non aumenteranno. Per il 2012 ci sarà circa mezzo milione in più di euro per la riqualificazione delle scuole. Sarà rivisto il sistema tariffario del nido d’infanzia in relazione all’ISEE. Anche per la Tarsu, tariffe bloccate. Confermato l’attuale sistema di agevolazioni. Sui passi carrai, la situazione è la seguente. Nel 2011, d’intesa con le parti sociali, il canone è stato fissato a 100 euro a metro lineare. Subito abbiamo istituito un “fondo” per le problematiche sociali o logistiche. Nel bilancio 2012: 75 euro a metro lineare e, per le attività produttive, zona artigianale della Cicogna e zona a nord intorno a via Caselle, 50 euro, quindi la metà del 2011. Per il 2013 non escludiamo ulteriori riduzioni. Gli uffici hanno chiarito i termini dell’assoggettabilità dei passi passai carrai a raso. Il nostro non è solo un bilancio con i numeri a posto, ma è un bilancio che propone delle scelte. La stessa crescita non verrà per decreto, ma grazie all’impegno di ciascuna comunità locale. Occorre riqualificare la spesa. Ma anche investire. Per esempio San Lazzaro continua a registrare un progressivo aumento negli arrivi di famiglie con disabili. Sino al 2007 i casi erano 41. Nel 2011 75. E’ un trend in crescita che depone a favore di una riconosciuta qualità dei servizi. La spesa per l’integrazione scolastica è passata da circa 450 mila Euro a oltre 721 mila Euro. Abbiamo incrementato il fondo contro la crisi sino a 250.000 euro. Il sostegno all’affitto da 64.000 a 80.000 euro. In questo momento la principale criticità è l’accesso al credito; per questo abbiamo avviato un progetto per mettere a disposizione delle imprese del territorio, con contributi in conto interessi, 100.000 euro. Si dice che San Lazzaro benefici di un certo reddito pro capite. Ed è vero. Attenzione, però, al pollo di Trilussa: “c’è chi ne magna due e chi nisciuno”. Il 3% della popolazione, circa 1000 persone, su 31.691 residenti, secondo i dati del censimento appena concluso, rischia una condizione di povertà. Fare coesione significa offrire a tutti equivalenti opportunità. Sapendo che si stanno aprendo molti fronti. Lavoro dipendente, precario, giovani, pensionati, ma anche lavoro autonomo, insieme ad un ceto medio messo a dura prova. Il nostro bilancio non pretende di risolvere tutti i problemi, ma prova a proteggere, per quanto è possibile, la parte più esposta alla crisi della nostra comunità, perseguendo equità e crescita.