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San Lazzaro in divenire. Documento politico della maggioranza di governo di San Lazzaro sulla verifica di metà mandato 2009-2014

E’ stato diffuso il documento per la verifica di metà mandato sottoscritto dal Sindaco insieme alle forze politiche ed ai gruppi consiliari di maggioranza di San Lazzaro: Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Partito Socialista Italiano, Gruppo Misto. Il nostro sito ospita il testo integrale, una sintesi apparirà su “San Lazzaro in Piazza”.

 

 

 



1. Si aggrava la crisi

L’attuale mandato amministrativo 2009-2014 è iniziato sotto il segno di una crisi economica che, anche a causa di politiche del governo Berlusconi, rivelatesi del tutto intempestive e inadeguate, è andata pesantemente aggravandosi.
Nessuna forza di opposizione ha messo in discussione, in Parlamento, i saldi proposti con la manovra della scorsa estate. Le misure sono state valutate, nel merito, come non sostenibili, in quanto prive di un’equilibrata, equa distribuzione dei sacrifici.
Dall’insediamento del governo Berlusconi nel 2008 sino all’avvicendamento col governo Monti, si è proceduto con dei tagli, senza adeguati interventi strutturali ed un progetto di investimenti per la crescita.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

2. Una prova di democrazia

Nel frattempo lo scenario è cambiato, si è aperta una fase diversa dalla precedente. Qualcuno, soprattutto chi, a destra, ha patito il cambiamento, ha sostenuto la tesi del “commissariamento”.
Per la verità, dopo i 308 voti a favore del rendiconto, vi è stato non un deficit democratico, ma, al contrario, il sistema democratico, nell’articolazione dei suoi pesi e contrappesi, ha mostrato di essere in grado di affrontare, in modo ordinato un passaggio quanto meno delicato. Ne è emerso un governo sotto l’egida del Presidente della Repubblica, nel pieno rispetto delle sue prerogative costituzionali.
Quindi: non una sospensione della democrazia, ma una democrazia che funziona attraverso le sue regole. Una dimostrazione evidente che la politica, in un tempo di antipolitica, può assumere decisioni rapide, incisive, di alto profilo.
Non è un caso che la Lega sia l’unica forza dell’attuale Parlamento ora all’opposizione. Perché, tra le altre cose, è entrata in crisi un’idea (senza prospettive) del federalismo. Infatti: senza autonomia, senza prossimità non può esserci federalismo.

3. Riforme vere

Il federalismo va preso dalla testa, non dalla coda. Non può trattarsi solo di un espediente contabile. Ma, prima di tutto, di una riforma dello Stato, per superare un centro in affanno ed Enti locali in uno stato di minorità. Per esempio, a partire dal superamento dell’attuale bicameralismo perfetto, con riduzione dei parlamentari, una Camera dei Deputati e un Senato delle autonomie. Un’operazione orientata al contenimento dei costi della politica, alla modernizzazione del sistema istituzionale, alla promozione delle comunità e dei territori.
Con una precisazione: le istituzioni locali non sono solo apparati o appesantimenti burocratici. Sono anche un pezzo di democrazia. Il più vicino ai cittadini. Il più direttamente verificabile dai cittadini. E’ auspicabile che si passi presto alla demonizzazione populistica, contro questa o quella parte del sistema, ad una riforma, con forme anche radicali di semplificazione, ma senza perdere mai di vista il rispetto per le istituzioni democratiche.

4. Allentare il patto di stabilità

Non siamo solo di fronte ad un cambio di governo, ma anche ad un cambio di fase. Evidentemente la transizione non è finita. Nel bilanciamento delle questioni in campo è importante orientare l’azione del governo Monti verso la discontinuità e l’equità e, allo stesso tempo, lavorare a una nuova proposta di governo in vista del rinnovo della legislatura, senza trascurare il definitivo superamento del “porcellum”. Le due cose possono essere parte di uno stesso disegno, non di arretramento, ma di evoluzione del sistema bipolare.
Bisogna anche sapere che la crescita non verrà dall’alto o per decreto, ma in relazione ad uno sforzo complessivo del Paese. In particolare, dal punto di vista degli Enti locali, si aggrava il problema del patto di stabilità. Deve essere chiaro che non si tratta di rendite di posizione, ma di risorse dei cittadini, da restituire ai cittadini.
Soprattutto in alcuni settori in cui sta collassando il ruolo dello Stato – dalla scuola all’edilizia popolare sino al trasporto pubblico – un ragionevole allentamento è indispensabile, anche se non è detto che tale esigenza venga recepita. Qui, in Emilia-Romagna, fortunatamente siamo più avanti; l’elaborazione di un patto di stabilità regionale non è stata solo una felice intuizione, ma una delle cose più utili, concrete e giuste, fatte negli ultimi anni.

5. Gli effetti a distanza

Ma non dobbiamo dimenticare che l’azione del centrodestra al governo del Paese è stata particolarmente penalizzante proprio per il nostro territorio. Un conto è tagliare dove non c’è nulla o c’è poco. Un conto è farlo dove il governo locale è stato storicamente pensato per fornire una filiera, ampia e articolata, di servizi per i cittadini. Si dice che siamo tutti sottoposti ad una prova di maturità.
Ebbene, in tale contesto, vanno messi nel conto anche “gli effetti a distanza” della politica dei tagli e dei decreti degli ultimi tre anni. E’ uno dei motivi per i quali gran parte dei Comuni del nostro territorio sono andati in esercizio provvisorio, il nostro compreso, oltre alla necessità di comprendere in che termini l’ulteriore manovra Monti comportava ripercussioni sui bilanci.
La crisi continua a mordere. Nella crisi continueranno ad incidere anche i tagli. Con un bilancio sociale pesantissimo. Sicché: senza un rinnovato spirito di comunità, senza un patto forte tra autonomismo e sussidiarietà, faremo fatica a reggere l’urto.
Oggi più che mai dobbiamo dirci che i Comuni continuano ad essere quel pezzo della nuova economia sociale di comunità senza il quale è a rischio non solo la tenuta dei servizi, ma la prospettiva stessa di una coesione fondata sull’equità.
Il lavoro che si sta facendo in Emilia-Romagna nel rafforzare i legami tra Regione, Enti locali, parti sociali, è particolarmente prezioso, non solo per impostare una proposta coordinata sui bilanci, ma anche per aiutare la comunità regionale ad attraversare la crisi.

6. A rischio i servizi

Nel frattempo tutta la filiera dei servizi alla persona è a repentaglio. La scuola, la sanità, il welfare. Sale il costo della vita insieme alla pressione fiscale.
Regioni Province e Comuni sono ad un punto di non ritorno, dopo il quale può esserci la rottura dei legami di comunità.
Siamo al rischio-paralisi degli Enti locali. Senza poter investire un centesimo (per il patto di stabilità). Senza un centesimo da investire (per i mancati trasferimenti).
Siamo in presenza di un impoverimento strutturale delle istituzioni di prossimità destinato a cambiare profondamente l’approccio ai problemi; ad una trasformazione radicale del patto cittadinanza-amministrazione locale, che implica un operare convergente, senza più guardare all’Ente locale come ad una realtà in grado di garantire qualsiasi risposta, ovvero tutte le risposte.
Ma proprio di fronte ai tagli, l’ultima cosa da fare è assecondare una visione ragionieristica; occorre, invece, rinnovare le ragioni del buon governo; senza i cittadini, i sindacati, le parti sociali, il terzo settore, senza uno spirito di comunità, locale e nazionale, sarà difficile superare questa fase.

7. Un Comune virtuoso

Il Comune di San Lazzaro presenta conti in ordine. Può disporre di circa 33 milioni di Euro. 30 per la spesa corrente, tutti destinati ai servizi per i cittadini. 3 all’anno per gli investimenti, per tutto quello che c’è da fare: dalle scuole alle palestre, dalle strade all’edilizia residenziale pubblica. Per 31.186 residenti, secondo i dati del censimento appena concluso, quella cifra e non un centesimo di più, se no si sfora il patto di stabilità.
Il reddito imponibile ai fini Irpef ammonta a quasi 600 milioni di Euro, dei quali circa 120 vanno allo Stato, giustamente, per i diritti universalistici, mentre neanche tre milioni, con un’addizionale Irpef sotto media, rispetto a Comuni corrispondenti, cioè al 5,5, rimangono a favore del bilancio del Comune.
Per ciò che riguarda San Lazzaro i tagli del Governo, nell’anno corrente, hanno comportato, tra tagli e vincoli per il rispetto del patto di stabilità, il venir meno di circa un 10% delle risorse.
Con la duplice manovra di luglio e della vigilia di Ferragosto, poi la legge di Stabilità e il decreto del nuovo governo Monti. I tagli complessivi per San Lazzaro nel 2012, rispetto ai circa 33 milioni di Euro di bilancio, ammontano a più di 5 milioni e mezzo di Euro.
Va ricordato che, per ciò che si riferisce al personale, esso è passato da oltre 300 del 2004 a circa 270 dipendenti di oggi, con un contenimento del 10%, nel segno dell’ottimizzazione delle risorse umane e professionali. Si fanno più cose, sono stati promossi ulteriori servizi, dalla Mediateca al nuovo Polo scolastico, dallo Sportello sociale al nido alla Cicogna, con meno personale. Non solo: non esistono a San Lazzaro inquadramenti e retribuzioni non coerenti con le attività svolte dal Comune e con le professionalità richieste.

8. Scelte importanti

Quindi occorre continuare a lavorare sulla riqualificazione della spesa e sulla riorganizzazione per un’ulteriore appropriatezza. Per continuare ad investire in ciò che serve alla comunità, alla sua crescita ambientale, economica e civile, si è ravvisata la necessità di applicare nuove forme di compartecipazione da parte della comunità, in sintonia con le recenti disposizioni governative. Con la consapevolezza di non eccedere nella tassazione, l’Amministrazione è impegnata a rivedere altre forme di prelievo o a destinare eventuali risorse aggiuntive agli investimenti sul territorio.
Molto è stato fatto e si sta facendo su un fronte strategico: il contrasto ed il recupero dell’evasione; negli ultimi anni una media di 700.000 Euro all’anno; nel 2011 con 100.000 Euro in più, anche sulla base del protocollo sottoscritto con l’Agenzia delle entrate. Dalla lotta all’evasione dobbiamo proporci un ulteriore forte recupero di risorse.
Riteniamo inoltre che sia importante avviare un rapporto col sistema creditizio del territorio anche al fine di contrastare la crisi per favorire l’accesso al credito da parte del sistema artigianale e imprenditoriale.
Su eventuali aumenti tariffari, per non cadere nella trappola del governo nazionale, che vorrebbe trasformare gli Enti locali in gabellieri, c’è uno schema già in vigore. E’ quello validato dall’Ufficio di presidenza della Conferenza metropolitana all’inizio di questo mandato amministrativo, nel dicembre del 2009, secondo il quale, laddove sia necessaria una motivata revisione dell’impianto tariffario, essa deve essere impostata in un’ottica di equità sociale, tenendo conto di esenzioni per i redditi più bassi e una soglia significativa in termini Isee per eventuali ritocchi.
E’ comunque fondamentale tenere la barra sui nostri valori: riqualificazione della spesa, equità, sobrietà, contrasto alla crisi. Per tutelare il lavoro e le famiglie.
Cioè, da un lato, risparmiare di più, avere comportamenti rigorosi; dall’altro garantire le condizioni per continuare ad investire in ciò che serve alla comunità, alla sua crescita ambientale, economica e civile.

9. Ottimizzare e al contempo investire per la comunità

Ci limitiamo ad alcuni esempi. La raccolta differenziata, da poco più del 20% è stata più che raddoppiata, ma ora c’è da fare una scelta: fermarci o andare avanti? E in questo secondo caso, come? Occorrono risorse.
La disabilità è un punto di estrema sensibilità per la comunità e per il Comune di San Lazzaro. Sin qui siamo riusciti a garantire una qualità riconosciuta, al punto che, negli ultimi anni, si registra un aumento nell’arrivo di famiglie con bambini disabili. Sino al 2007, i casi erano 41. Nel 2008, 45. Nel 2009, 52. Nel 2010, 68 (6 dei quali provenienti da altre regioni). Nel 2011, 75.
Un trend in crescita che, da un lato, non può che farci piacere; dall’altro comporta un impegno, da parte del Comune, che non sappiamo sino a che punto saremo in grado sostenere. Infatti, contestualmente, la spesa per l’integrazione scolastica, dal 2007 al 2011, nell’arco di quattro anni, è passata da circa 450 mila Euro a oltre 721 mila Euro.

10. Lo Stato si ritira

Si parla molto di Comuni virtuosi. Talvolta lo si fa con molta enfasi e non sempre a proposito. Seguendo la logica, che cosa dovrebbe essere un Ente locale virtuoso? Quello che ottempera alle regole contabili, per quanto complesse; quello che rispetta il patto di stabilità; e che, per le scelte che fa, garantisce un sistema di servizi a favore della propria comunità.
Come sappiamo, lo Stato si ritira dalla scuola. Ogni anno, un passo indietro. Già ora dobbiamo farci carico del personale ausiliario di alcuni istituti scolastici e la tendenza va accentuandosi.
Un passaggio delicato, che ha già evidenziato una comprensibile sensibilità da parte delle famiglie, sarà quello del recepimento nella nostra comunità della nuova normativa relativi agli Istituti comprensivi, per impostare il quale intendiamo confermare il metodo della collaborazione con tutto il mondo della scuola e del massimo confronto con tutta la filiera dei legittimi interessi.
Nel bilancio 2012: 1) le tariffe per i servizi scolastici non aumenteranno; 2) ci sarà circa mezzo milione in più di euro per la riqualificazione delle scuole; 3) sarà rivisto il sistema tariffario del nido d’infanzia in relazione all’ISEE.
C’è poi un settore fondamentale sul quale occorre continuare ad investire: la crescita, a favore del sistema produttivo, in particolare di chi ha comportamenti positivi di sostegno all’occupazione, di chi non licenzia, di chi, in controtendenza, assume.
Ecco alcuni esempi concreti: ambiente, disabilità, scuola, crescita. Insomma: da un lato occorre contenere e ottimizzare; dall’altro investire, per quanto in maniera selettiva, ma investire.

11. Un nuovo sistema della mobilità

In relazione alla verifica di metà mandato e in vista degli ultimi tre anni di lavoro amministrativo, dopo aver esaminato la situazione economica in riferimento al bilancio comunale, proviamo ad indicare, qui di seguito, gli obiettivi programmatici di fondo, tenendo presente il documento di mandato della coalizione del 2009.
Entro il 2014 vogliamo migliorare e rafforzare le attività finalizzate alla sicurezza urbana, a tutela dell’incolumità pubblica in tema di circolazione stradale, considerando istanze come quelle relative ad autovelox in strade ad intenso transito come via Palazzetti, contro gli atti di vandalismo e di microcriminalità, in collaborazione con le forze dell’ordine e attraverso controlli ambientali.
Per ciò che concerne gli strumenti della pianificazione del territorio, intendiamo definitivamente promuovere il Piano generale del traffico urbano, la cui ideazione è già stata impostata attraverso il coinvolgimento del Consiglio e un percorso partecipato con l’associazionismo e le parti sociali.
Nel quadro delle azioni del PGTU una particolare attenzione andrà dedicata al Piano della sosta.
Rispetto a specifiche scelte confermiamo l’idea di realizzare una passerella sul ponte della via Emilia a Idice, di arrivare ad una migliore definizione della rete delle piste ciclopedonali, di completare, attraverso una congrua dotazione di parcheggi, la stazione del SFM.
La Giunta ha già deliberato il relativo progetto, perché la stazione del SFM diventi, come merita, un luogo accogliente, non un non-luogo come rischia di essere adesso.

12. Il problema Civis

Sul Civis pensiamo questo. A San Lazzaro ci siamo fatti carico di un progetto impostato e deciso in precedenza. Non lo diciamo per sfuggire alle nostre responsabilità, che invece abbiamo sempre dimostrato di essere in grado di assumerci.
Il 16 settembre 2007 hanno avuto inizio i lavori a San Lazzaro per il primo stralcio funzionale. Si sono conclusi nel giugno del 2008. A seguire avrebbe dovuto aver luogo la sperimentazione. Ma così non è stato. Dopo un po’ di tempo il Comune di San Lazzaro ha cominciato a porre una domanda: abbiamo affrontato i disagi dei cantieri per consentire la sperimentazione, perché non si conclude? Non sarà che i problemi riguardano l’idoneità del mezzo? Prima nelle sedi formali, poi, non avendo risposte, nell’estate del 2010, anche pubblicamente.
Quindi la stampa ha cominciato a dar conto delle risultanze dell’inchiesta avviata dalla Procura. Un certo numero di persone inquisite per i reati di truffa, frode in pubblica fornitura e corruzione, che operarono al tempo dell’emissione del bando e della relativa procedura di gara. Un’inchiesta in ordine alla quale il Comune di San Lazzaro si è già espresso come possibile “parte lesa”.
La sperimentazione infine si è svolta, e, il 1° giungo del 2011, è stata diffusa una relazione della Commissione preposta, di cui fa parte anche il Ministero, che ha certificato che il mezzo, relativamente alla giuda ottica, presentava problemi dal punto di vista della sua completa idoneità.
In sintesi: siccome sono stati riscontrati dei problemi, il Civis, o viene corretto, o viene sostituito con altro mezzo più adeguato. L’elettrificazione tra Bologna e San Lazzaro potrebbe consentire anche un filobus. Che sarebbe un miglioramento rispetto alla situazione precedente. Dopo tanti disagi è corretto attendersi che possa prevalere la ragionevolezza. O un Civis corretto, in modo che sia validato dalla Commissione per la sicurezza, o un altro mezzo. Ma una soluzione va perseguita e trovata con l’impegno di tutti.

13. Un Global di qualità

Relativamente al settore delle manutenzioni e dei lavori pubblici, sono da sottolineare i risultati di risparmio e maggiore qualità che si possono conseguire col nuovo bando per il Global Service.
Il Comune deve riprendere in mano il controllo delle manutenzioni e dei lavori pubblici, con un impegno a ridimensionare le eventuali situazioni di degrado del territorio comunale. Occorre favorire in tutti i modi una complessiva riqualificazione della comunità.
Auspichiamo inoltre un concorso di idee per la riqualificazione del capoluogo a partire dai primi indirizzi già assunti dalla Giunta a cui dovrà far seguito un’approfondita discussione nella comunità.
Occorre migliorare la nostra azione verso l’obiettivo di riallineare la conclusione dei lavori pubblici, l’esecuzione dei collaudi e l’assunzione della manutenzione delle opere.
Un’esigenza emersa nella prima parte dell’attuale mandato è quello di una responsabilizzazione dei cittadini nella cura della comunità: dai mozziconi di sigaretta al deposito delle cartacce negli appositi cestini, sino al rispetto dei luoghi della socialità, come le palestre, i centri culturali e ricreativi, i parchi pubblici. Per questo occorre promuovere un “codice di comportamento del cittadino” che consenta d’innalzare la qualità della convivenza civile.
Vogliamo rilanciare il valore del metodo della progettazione partecipata. Non poco è stato fatto, ma molto si può ancora fare, tra forum, laboratori, assemblee e l’esperienza del tour delle frazioni.

14. Sostenibilità ambientale

L’Amministrazione conferma il proprio impegno verso le azioni di riqualificazione territoriale, sia per quanto riguarda le porzioni di urbanizzato, sia per quanto riguarda quelle di rispetto ambientale.
Questioni da sottolineare in campo ambientale sono il risparmio energetico, su cui si è lavorato specie nella progettazione del Poc e nell’ambito del progetti di rigenerazione del patrimonio residenziale pubblico; la cooperazione tra PSC, POC, PEC; i diritti di segreteria per coloro che installano o revisionano impianti tecnologici che utilizza energie rinnovabili, a partire dalla positiva esperienza del censimento dell’amianto; l’affermazione del valore dell’invarianza insediativa a favore della collina e del cuneo agricolo perturbano, per conseguire il risultato di nessuna nuova costruzione nel parco e in collina.
In particolare, per quanto riguarda il Piano energetico comunale, occorre promuovere un percorso partecipativo con i cittadini, le associazioni, le parti sociali ed imprenditoriali, per giungere ad uno strumento che permetta la traduzione degli obiettivi programmatici in azioni concrete.
Un lavoro da sviluppare nella collaborazione tra governo del territorio e ambiente va nella direzione del recupero delle aree fluviali, del controllo e sanzioni contro le discariche abusive.
Riteniamo che la messa in sicurezza della cava del Prete Santo sia una priorità. L’Amministrazione comunale ha creato le condizioni per una collaborazione con Regione, Parco, Provincia, Protezione civile. Uno studio è stato concluso. Sono stati chiesti e ottenuti finanziamenti regionali e statali. Ora occorre procedere verso l’intervento risolutivo.

15. Pianificazione e interesse pubblico

PSC, POC, PEC: gli obiettivi che si è data l’Amministrazione sono stati raggiunti. Approvazione ed inizio delle procedure volte alla realizzazione di quanto programmato. Prossimamente PTGU. Ora la vera scommessa è la puntuale, trasparente attuazione degli accordi di programma per realizzare quelle opere per la città pubblica che dovrebbero essere il punto di forza degli strumenti urbanistici approvati e la cartina di tornasole di quanto pianificato sulla carta.
Sul POC in particolare vi è stata un’ampia discussione alla quale abbiamo portato il nostro contributo al fine di illustrare le motivazioni di interesse pubblico che stanno alla base della proposta. Anche qui attraverso un percorso partecipativo che, sin dalle prime linee di indirizzo, ha coinvolto sia il Consiglio comunale sia la cittadinanza.
La pronuncia del Comitato dei garanti in ordine ad alcuni quesiti referendari conferma la qualità del lavoro sin qui impostato.
E’ stata delineata una significativa proposta di rilancio della “città pubblica” in termini di rafforzamento di servizi e dotazioni.
Alcune questioni programmatiche – quali la riqualificazione, l’edilizia sociale, la conferma delle attuali tendenze demografiche, il contrasto alla dispersione insediativa, la valorizzazione delle frazioni, in particolare di Idice – continuano ad essere parte dello sforzo intrapreso per trovare una composizione all’insieme delle questioni poste.
Gli oneri di urbanizzazione a favore degli investimenti, cioè per la manutenzione, di scuole, palestre, strade, parchi.Il Comune di San Lazzaro, infatti, non fa cassa col territorio. Anzi: negli ultimi anni la quota dei permessi di costruire destinati alla parte corrente è stata ridotta di più dei due terzi. Sino ad arrivare a neanche l’1% del bilancio comunale. Gli oneri di urbanizzazione previsti nel Piano non entreranno nel bilancio del Comune, ma verranno devoluti dal Comune alla comunità per la realizzazione delle dotazioni previste.
In ottemperanza ad un indirizzo dato dall’Amministrazione, sono stati intensificati in questi anni i controlli sui redditi di chi usufruisce delle case popolari. Occorre andare avanti così.
Occorre, inoltre, sviluppare un’attenzione alle problematiche del welfare di comunità, con costante monitoraggio rispetto ai “bisogni dei cittadini” particolarmente riferiti alle tematiche della crisi economica, ad azioni innovative rispetto a questioni di “fragilità” e solitudine degli anziani, delle famiglie
monogenitoriali, delle persone in difficoltà.
A ciò va unita la collaborazione col mondo del volontariato, per la sua valorizzazione e formazione. In particolare, fondamentale risulta il rapporto con la Consulta per il superamento dell’handicap, a vario titolo coinvolta nella programmazione amministrativa specifica, ma anche nell’indirizzo in settori interconnessi come la pianificazione territoriale (esempio: alloggi mirati e abbattimento della barriere architettoniche), la viabilità e la mobilità.

16. Centri sociali e famiglia

Altro punto decisivo: il rapporto col terzo settore, frutto della cooperazione tra diverse componenti: l’Ente locale, il volontariato sociale e l’associazionismo sociale, i centri sociali, la cittadinanza, a proposito della promozione del patrimonio della comunità.
Anche grazie ad una buona distribuzione territoriale, disponiamo di un sistema pluralistico che è andato arricchendosi e che costituisce qualcosa di peculiare.
Occorre rispetto dell’autonomia, ma anche attenzione alle ragioni del coordinamento e della collaborazione, tra ciascun Centro sociale, la comunità e l’Ente locale, e tra i Centri sociali tra loro, a partire da un orientamento delle convenzioni in essere più capace di favorire questo risultato.
Nelle convenzioni con i Centri sociali si auspica un impegno da parte di questi di rendicontare adeguatamente entrate e uscite.
Una maggiore organicità va conseguita sul fronte delle politiche familiari, per esempio a proposito della rivisitazione dell’Isee per meglio interpretare la composizione famiglia e le sue caratteristiche. Un passo avanti in questa direzione è contenuto nell’accordo per il bilancio 2012 sottoscritto con le OO.SS.
Altrettanto importante il “dossier sulle buone pratiche”, allegato al bilancio 2012, che ha consentito di evidenziare il contributo stratetico della sussidiarietà per una cifra di circa un milione di Euro.

17. Quadrilatero della cultura e politiche giovanili

Non bisogna rinunciare al rilievo assunto nel tempo dalla cultura a San Lazzaro, valorizzando soprattutto il “quadrilatero”: l’Archivio storico, la Mediateca, il Museo Donini e l’Itc teatro. Prima i beni, poi le attività culturali, anche se i due aspetti si tengono in quanto complementari.
Importante il ruolo che ha assunto il Comitato per lo studio e ricerca sul territorio con l’obiettivo di promuovere iniziative di carattere storico e culturale.
Sempre in campo culturale, confermiamo l’intenzione di dare un futuro al teatro sanlazzarese, che ha un contenuto d’eccellenza, ma purtroppo ancora non un contenitore corrispondente.
Un altro punto programmatico sul quale vogliamo puntare è quello dei giovani.
L’ultima parte del mandato deve essere volta ad un rinnovato impulso. Compito dell’Amministrazione è ascoltare i segnali provenienti dalle nuove generazioni, misurarsi con i tempi che cambiano, prestare attenzione agli ambiti fondamentali della crescita e della vita dei giovani come la formazione, il lavoro, la cittadinanza attiva, il tempo libero, la socializzazione.
Intendiamo continuare a collaboratore, tra l’altro, al progetto “Comunità educante”.
Riteniamo che vada proseguita l’attività delle Istituzioni, Prometeo nello sport e nella promozione di manifestazioni legate all’identità locale ed al commercio; Sophia per ciò che riguarda la gestione del settore scolastico ed educativo.

18. Verso una nuova Unione

Oggi più che mai occorre lavorare per il riordino istituzionale, per più semplificazione e maggiore risparmio. Soprattutto qui, in provincia di Bologna e nella nostra regione, dove governa il centrosinistra, dobbiamo migliorare il sistema locale, anche per evidenziare l’impostazione sbagliata del centrodestra, che procede, non con le riforme, ma con i tagli.
La Regione Emilia-Romagna sta preparando un intervento legislativo in questa materia e ha già detto di voler favorire la coerenza tra la configurazione territoriale dei Distretti e le gestioni associate tra i Comuni (Associazioni o Unioni).
In questa prospettiva riteniamo opportuno allargare lo spettro delle possibilità al fine di favorire un progetto di gestione associata dei servizi nell’ambito del Distretto di San Lazzaro, di cui San Lazzaro è Comune capofila, trasformando l’esperienza distrettuale in Unione di Comuni e facendo dell’Associazione Valle dell’Idice e dell’Unione scaturita dall’ex Comunità montana (Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Pianoro) una nuova Unione.
Naturalmente occorre verificare bene se vi sono le condizioni, e, anche da questo punto di vista, è auspicabile una forte collaborazione tra i diversi ambiti territoriali, per rafforzare ulteriormente il sistema locale, nella convinzione di sviluppare servizi qualificati ed utili per i cittadini, soprattutto per le fasce più deboli.

19. Avanti col progetto metropolitano

Sulla Città metropolitana, meglio evitare di partire dall’alto e dalle ingegnerie istituzionali; considerando attentamente quanto matura nella consapevolezza di cittadini. Ci sarà da discutere di funzioni e di confini, ma, prima ancora, la trasformazione deve essere sentita, vissuta dalla gente. Bisogna rendere protagonista l’intera comunità metropolitana.
Nel corso degli ultimi anni si è consolidato un reticolo con più centralità, dalle gestioni associate intercomunali ai distretti, basta guardare a ciò che oggi rappresentano le esperienze della Conferenza territoriale sociale e sanitaria e dei Psc associati.
In sostanza occorre, non un allargamento, non un accentramento, ma un patto tra capoluogo e territorio, per esercitare insieme, senza atteggiamenti rivendicativi, il ruolo che compete all’area che conta un quarto della popolazione regionale e che costituisce, non da oggi, il perno del sistema territoriale regionale.
E’ indispensabile un grande spirito di squadra. La stessa norma (al momento l’art. 23 della legge 42) suggerisce la logica delle intese, tra Comuni, Provincia e Regione. Il luogo utile per impostare un progetto adeguato è la Conferenza metropolitana dei Sindaci.
Lì, con buon senso e determinazione, bisogna individuare la soluzione migliore, chiara e condivisa, anche con la Regione.

Firmatari

Sindaco di San Lazzaro di Savena, forze politiche e gruppi consiliari della maggioranza di governo di San Lazzaro di Savena: Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Partito Socialista Italiano, Gruppo Misto.

San Lazzaro di Savena, 9.IV.2012

 




Il Sindaco Marco Macciantelli spiega la proposta di bilancio 2012.

Per comprendere il bilancio del Comune bisogna sapere che la nuova tassazione Imu, a cui saranno soggetti i cittadini (compresa quella per l’abitazione principale), non porterà alcun immediato e diretto beneficio alle casse comunali. Gli unici vantaggi che potranno derivare ai Comuni sono quelli indotti dalla maggiorazione delle aliquote. Non solo: nell’affrontare la responsabilità di una manovra deve essere chiara l’utilità per la comunità in termini di restituzione alla comunità di opportunità dal punto di vista di nuovi investimenti. Dopo un’opera di contenimento della spesa, per una maggiore sobrietà, un maggiore risparmio, facendo ricorso alla cultura delle buone pratiche, al miglior utilizzo degli spazi comunali, a progetti innovativi, una qualche forma di compartecipazione della comunità, per quanto contenuta e ragionevole, verosimilmente, per chiudere il bilancio 2012, purtroppo, è necessaria. Per questo è fondamentale tenere la barra sui nostri valori: equità e contrasto alla crisi, una visione di sviluppo sostenibile. La nostra proposta di bilancio, approvata dal Consiglio lo scorso 13 marzo, si basa su un accordo con le OO.SS. siglato in data 24 febbraio e sulle linee di indirizzo presentate al Consiglio avvenuta lo scorso 7 febbraio. Provo a ricapitolarne i punti essenziali. Prima di tutto: i sacrifici a carico del comune; solo dopo della comunità. No ai tagli lineari. Sì alle priorità, a partire dal sociale e dalla scuola, cuore del welfare. Spending review, come si dice adesso, per produrre risparmio. Dalla luce alle fotocopiatrici; dalle utenze telefoniche alla benzina per i veicoli comunali. Poi ricorso alplafond del patto di stabilità regionale. Quindi il contrasto all’evasione fiscale. Almeno 700.000 di Euro all’anno, per un bilancio di non più di 33 milioni di euro. La sussidiarietà come parte costitutiva di un bilancio sociale di comunità. Di qui il “libro bianco delle buone pratiche”. Quasi un milione di euro. Molti cittadini han capito benissimo com’è messo il Paese e chiedono di poter gestire “pezzi” di bene comune, dai parchi alle palestre. Devono trovare un Comune pronto, senza burocratismi, nel raccogliere gli sforzi che la comunità è disposta a fare. Ovviamente anche noi siamo chiamati a ad applicare l’Imu, la nuova norma approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento alla fine dello scorso anno. Le manovre del 2011, per noi, hanno significato oltre 5 milioni di Euro in meno. La compartecipazione richiesta alla comunità sarà maggiore sulle seconde case e sugli alloggi sfitti (sino alla misura dell’1,6%). Attività produttive allo 09,6%. Per l’abitazione principalealiquota allo 0,44% che, a fronte di un gettito di 6.250.000 euro, costituirà per il Comune risorse aggiuntive solo nella misura di 750.000 euro. Abbiamo previsto un’ulteriore detrazione di 70 euro per i soggetti con reddito ISEE inferiore a 15.000 euro e da 15.000 euro a 20.000, qualora il reddito familiare sia da lavoro dipendente o da pensione. Ciò al fine di abbattere l’aumento dell’aliquota. Per le abitazioni a canone concordato e a proprietà indivisa, l’aliquota sarà quella minima. Abbiamo confermato l’attuale aliquota dell’addizionale Irpef allo 0,55%, ferma da alcuni anni, con soglia di esenzione fino a 10 mila euro lordi. Anche le tariffe per i servizi scolastici non aumenteranno. Per il 2012 ci sarà circa mezzo milione in più di euro per la riqualificazione delle scuole. Sarà rivisto il sistema tariffario del nido d’infanzia in relazione all’ISEE. Anche per la Tarsu, tariffe bloccate. Confermato l’attuale sistema di agevolazioni. Sui passi carrai, la situazione è la seguente. Nel 2011, d’intesa con le parti sociali, il canone è stato fissato a 100 euro a metro lineare. Subito abbiamo istituito un “fondo” per le problematiche sociali o logistiche. Nel bilancio 2012: 75 euro a metro lineare e, per le attività produttive, zona artigianale della Cicogna e zona a nord intorno a via Caselle, 50 euro, quindi la metà del 2011. Per il 2013 non escludiamo ulteriori riduzioni. Gli uffici hanno chiarito i termini dell’assoggettabilità dei passi passai carrai a raso. Il nostro non è solo un bilancio con i numeri a posto, ma è un bilancio che propone delle scelte. La stessa crescita non verrà per decreto, ma grazie all’impegno di ciascuna comunità locale. Occorre riqualificare la spesa. Ma anche investire. Per esempio San Lazzaro continua a registrare un progressivo aumento negli arrivi di famiglie con disabili. Sino al 2007 i casi erano 41. Nel 2011 75. E’ un trend in crescita che depone a favore di una riconosciuta qualità dei servizi. La spesa per l’integrazione scolastica è passata da circa 450 mila Euro a oltre 721 mila Euro. Abbiamo incrementato il fondo contro la crisi sino a 250.000 euro. Il sostegno all’affitto da 64.000 a 80.000 euro. In questo momento la principale criticità è l’accesso al credito; per questo abbiamo avviato un progetto per mettere a disposizione delle imprese del territorio, con contributi in conto interessi, 100.000 euro. Si dice che San Lazzaro benefici di un certo reddito pro capite. Ed è vero. Attenzione, però, al pollo di Trilussa: “c’è chi ne magna due e chi nisciuno”. Il 3% della popolazione, circa 1000 persone, su 31.691 residenti, secondo i dati del censimento appena concluso, rischia una condizione di povertà. Fare coesione significa offrire a tutti equivalenti opportunità. Sapendo che si stanno aprendo molti fronti. Lavoro dipendente, precario, giovani, pensionati, ma anche lavoro autonomo, insieme ad un ceto medio messo a dura prova. Il nostro bilancio non pretende di risolvere tutti i problemi, ma prova a proteggere, per quanto è possibile, la parte più esposta alla crisi della nostra comunità, perseguendo equità e crescita.



Articoli di stampa. Dicembre-Gennaio.



Le notizie di oggi 13 Dicembre