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Elezioni del 25 maggio. Macciantelli: “al centro le comunità per una grande mobilitazione dal basso in mezzo alla gente”

Marco MacciantelliDichiarazione di Marco Macciantelli, responsabile Enti Locali, PD Emilia-Romagna

Il prossimo 25 maggio, nella nostra regione, va al voto l’80% dei Comuni insieme a 5 città come Cesena, Ferrara, Forlì, Modena e Reggio Emilia.Siamo nel tempo della velocità. Negli ultimi anni, con la crisi, è cambiato il mondo. La sfida, oggi, è il governo della crisi. Le risposte che si danno a sofferenza sociale e rancore verso la politica. Quale proposta di governo si mette in campo, quali legami sociali, quale idea di comunità. Negli ultimi mesi in Emilia-Romagna si è lavorato per dare il senso di un nuovo cantiere del centrosinistra, unendo ciò che di buono è stato fatto con le idee per il futuro.
Al centro, la comunità. Forze politiche, ma anche molto civismo. Poi un’idea di coalizione come capacità di rappresentare più voci. Se si guarda al complesso dei Comuni che vanno al voto, si vede che, per quanto in modo differenziato, il centrosinistra c’è, in alcuni casi anche in modo particolarmente largo. Sapendo che non bastano le ragioni della politica, non basta la buona amministrazione, occorre incrociare, soprattutto oggi, il sentimento dei cittadini, il loro disagio.Se in questa fase c’è una “missione” del Pd è quella di unire spirito civico e politica, comunità e coalizione. Chi intende impegnarsi, dentro e fuori i partiti. Evitando che il civismo venga cannibalizzato dal M5s. Se il fenomeno astensionistico indicato dai sondaggi “tiene”, il vero killer del civismo potrebbe essere proprio Beppe Grillo.
Noi dobbiamo sapere che i risultati dipenderanno da quello che faremo e da come lo faremo, soprattutto in queste ultime tre settimane. In ogni prova conta l’equipaggiamento, come affronti la sfida, non dare nulla per scontato, non sottovalutare mai gli avversari, né l’inedito confronto tripolare che è in atto, in questo momento, anche nelle nostre comunità. Il centrodestra è in crisi ma c’è. Il M5S vive sul territorio le contraddizioni tra il mondo della rete e il comando autoritario del capo, ma, in parte, cerca tuttora di essere interprete della “pancia” del Paese. L’ultima cosa da fare è pensare di avere già vinto, significa dare un messaggio di smobilitazione.
Questo, al contrario, è il momento di una convinta mobilitazione. Dell’adoperarsi per un’altra Europa e per un’altra Italia a partire dal protagonismo delle sue comunità locali.Il risultato dipende dall’impegno di tutti. Per una forza come il Partito Democratico questo significa stare tra la gente, nelle piazze delle nostre città, nei banchetti, nei mercati, davanti ai luoghi di lavoro. Sono elezioni che si giocano anche sul territorio, nei comuni medi e piccoli della provincia, nella dimensione dei paesi, nei gruppi di persone che si fermano a parlare per strada o davanti al Municipio. Web certo, Tv certo, manifesti certo, volantini certo, ma anche il gusto unico delle parole e degli sguardi, del dialogo diretto, all’altezza degli occhi. Si sta lavorando così. Non è un referendum su nessuno, tantomeno sul governo. E’ un’occasione preziosa per un Paese che vuole uscire dalla palude e contare di più davanti ai propri cittadini oltre che in Europa.
Intanto sabato 17 e domenica 18 è prevista una mobilitazione nazionale del PD con circoli aperti e punti informativi in tutte le principali piazze del Paese. Ma già questo fine settimana in Emilia-Romagna si sta lavorando per il massimo impegno. Invitiamo i circoli, le unioni, i candidati, i nostri iscritti, ad intensificare le iniziative e la presenza. Perché solo un nuovo incontro tra comunità e politica potrà dare slancio e forza a ciò che serve al governo locale nei prossimi anni.

le primarie, tratto distintivo del Pd

Marco Macciantelli

Traccia dell’intervento di Marco Macciantelli

nella direzione provinciale del  Pd di lunedì 16 dicembre

 

La prima cosa: le primarie sono un tratto distintivo del Pd, lo sappiamo; sarebbe paradossale che ne facessimo un passaggio burocratico solo perché previsto dallo Statuto. La seconda: c’è da correre, siccome per la data proposta del 23 febbraio occorre partire all’inizio di gennaio, entro il 13 la coalizione istituisce il comitato organizzatore delle primarie, ma già entro il 10 gennaio i coordinamenti comunali devono riunirsi per deliberare. Considerando le festività natalizie: non c’è un minuto da perdere. La terza: cerchiamo di avere attenzione alle amministrazioni ancora al primo mandato e di affidarci a valutazioni locali in ordine all’opportunità di primarie di partito o di coalizione.

Aggiungo un paio di osservazioni. Attenzione: con la crisi, è cambiato il mondo. Parecchi Comuni vanno a scadenza dopo due mandati. Cioè con amministrazioni elette nel 2004. Dieci anni fa. Era un altro sistema politico, non c’era il Pd, sino al 2009 non c’era neppure il M5s.

Non solo: sono stati gli anni dei tagli. Tagli che peseranno anche nel futuro. Anche se vi fossero timidi segnali di ripresa, la questione sociale = 3� destinata ad impegnare i Comuni nel prossimo mandato.

Nel 2014, per la prima volta, si voterà senza Bologna, il cui rinnovo è nel 2016, e probabilmente senza la Provincia.

Nelle elezioni politiche del 24-25 febbraio qui il centrosinistra è andato meglio, ma la situazione di partenza è quella della contendibilità.

Il caso imolese, tuttavia, ha dimostrato che ce la si può fare. Anche se il Pd nelle amministrative della scorsa primavera, in termini di voti assoluti, non è andato avanti: ha vinto perché è andato indietro meno del centrodestra e del M5s.

In sostanza vedo tre questioni. Al centro, la comunità. Poi un’idea di coalizione come capacità di rappresentare più voci. Ma occorre un’altra cosa: una relazione stretta con la gente, nel senso che non basta più la buona amministrazione, occorre incrociare, soprattutto oggi, il disagio dei cittadini.

Ecco, il Pd, in questa fase, ha una missione: unire comunità e coalizione. Politica e spirito civico. Unire chi intende impegnarsi, dentro e fuori i partiti, contro una crisi che ancora è tutt’altro che alle nostre spalle.

Quindi: primarie per una nuova cittadinanza attiva. La politica da sola non basta. Specie nei contesti locali. C’è da tempo un’area, anche nel centrosinistra insofferente verso i partiti. Ci sono persone che han voglia di impegnarsi, fuori e oltre il perimetro della politica organizzata. Non si tratta di andar dietro a chi si limita ad agitare i problemi, ma di farsi dare una mano da chi ha voglia di risolverli.  Non si tratta solo di “aprire” alle liste civiche. Sarebbe ben strano che trattassimo proprio il civismo come un soggetto politico. Si tratta piuttosto di rivedere l’intera proposta per il governo locale dal punto di vista del servizio da rendere alla comunità.

Sulle tre questioni di fondo – risorse, servizi, infrastrutture – è opportuno costruire una forte cornice unitaria di rango metropolitano. La parola chiave è riqualificazione: riqualificazione della spesa, riqualificazione dei servizi, riqualificazione del territorio. Dando risposte soprattutto alla questione sociale. Il tema è oggi più che mai il governo della crisi.

Marco Macciantelli nuovo responsabile enti locali del PDER

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Dopo averlo annunciato nella ultima direzione regionale e nella direzione provinciale di Bologna di ieri sera, Stefano Bonaccini ha affidato l’incarico di responsabile per gli Enti locali del PD dell’Emilia-Romagna a Marco Macciantelli, in sostituzione di Carlo Castelli, diventato tesoriere del Pd bolognese. Marco Macciantelli è stato assessore provinciale alla cultura e al turismo durante i due mandati della presidenza di Vittorio Prodi. E’ al secondo mandato come sindaco di San Lazzaro. Negli ultimi due anni è stato responsabile del Programma, dei forum e dei rapporti con la coalizione nell’esecutivo nel Pd di Bologna.

Curriculum in breve di Marco Macciantelli 
Marco Macciantelli è stato uno degli ultimi allievi di Luciano Anceschi. Dottore di ricerca in Estetica, ha pubblicato alcuni volumi e numerosi saggi. A lungo si è occupato della rivista “il verri”. Fa parte del Comitato di direzione di “Studi di estetica”.
Alla ricerca universitaria ha unito un’attività pubblicistica su periodici e riviste, dalla “Voce” di Indro Montanelli all'”Unità”, da “Cinema nuovo” al “Mulino”.
In particolare ha collaborato con Renzo Renzi alla preparazione di alcuni libri e alle riviste “Bologna Incontri” e “2000 Incontri” di cui è stato caporedattore.
E’ stato assessore provinciale (Comunicazione, Cultura, Iniziative Editoriali, Sport, Tempo libero, Turismo), presidente Vittorio Prodi, dall’ 8 maggio 1995 al 12 giugno 2004.
Dal 12 giugno 2004, sindaco di San Lazzaro di Savena, confermato nelle elezioni del 6- 7 giugno 2009.
Capo del Distretto socio-sanitario di San Lazzaro, è membro dell’Ufficio di presidenza della Conferenza territoriale sociale e sanitaria; presidente dell’Associazione Valle dell’Idice e componente dell’Ufficio di presidenza della Conferenza metropolitana di Bologna; è stato membro del C.d.A. di Ages Emilia-Romagna, agenzia dei segretari generali; eletto nel Consiglio regionale dell’Anci e nel Consiglio delle Autonomie della Regione Emilia-Romagna in rappresentanza del territorio provinciale bolognese. E’ stato Presidente dell’Unione di prodotto Città d’arte cultura e affari della Regione Emilia-Romagna.
Già responsabile del Forum degli amministratori, membro della direzione provinciale del Pd di Bologna, negli ultimi anni ha fatto parte dell’esecutivo provinciale di Bologna come responsabile del programma, dei forum e dei rapporti con la coalizione.