Archivio della categoria: Regione Emilia-Romagna

“LE RAGIONI DELLA CRISI E LE RISPOSTE POSSIBILI” Seminario del Circolo Ponticella: 6, 13 e 20 OTTOBRE

Il corso si articola in tre incontri di formazione rivolti a persone che intendano migliorare la propria comprensione dei problemi economici, ambientali e sociali globali e delle loro ricadute locali.  Durante ciascun incontro, con un esperto,  si affrontano i temi da un punto di vista scientifico, si esaminano le richieste della comunità internazionale e le risposte del Governo. Dopo la relazione dell’esperto, con un autorevole esponente del partito, si confrontano, le proposte del PD e del governo e si esaminano le iniziative possibili a livello locale. L’obiettivo di questi incontri è acquisire utili chiavi di lettura della crisi per formulare all’interno di partiti,  associazioni ed Enti locali proposte di sviluppo sostenibile fondate su solide basi di conoscenza e non solo su opinioni personali.

L’aula è formata da un numero di persone (max. 30) compatibile con lo svolgimento di un dibattito aperto e interattivo. Ai partecipanti è richiesto un contributo di 10 € per le spese organizzative. Preiscrizione obbligatoria

 

 

DATE, LUOGHI E ORARI DI SVOLGIMENTO


Primo incontro:  Sabato 6 ottobre 2012, ore 16.00 – 19.00

Secondo incontro:  Sabato 13 ottobre 2012, ore 16.00 – 19.00

Terzo incontro:  Sabato 20 ottobre 2012, ore 16.00 – 19.00

Gli incontri si terranno presso il Circolo PD “Ponticella” in Via del Bosco 76(San Lazzaro di Savena).

 

COME ARRIVARE:

Dal nuovo Viale Lungosavena, percorrere tutta la rotonda, imboccare Via A. Mario, subito dopo il ponte,  svoltare a destra su Via Benassi e percorrerla fino all’incrocio conVia del Bosco.

Clicca qui per scaricare  il pdf del volantino, lato esterno

e qui per il pdf del volantino lato interno

 



13.4.11. Rassegna stampa da l’Informazione.

Dal Comune di Imola



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Nucleare: incontro tra PD regionale e comitato referendario

 

Il segretario del PD dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e il coordinatore dell’esecutivo, Marco Lombardelli hanno incontrato i rappresentanti del comitato regionale “Vota si per fermare il nucleare” costituito da associazioni ambientaliste, organizzazioni civili e sociali della regione. Il PD dell’Emilia-Romagna è impegnato da tempo a contrastare dentro e fuori le sedi istituzionali (dall’Assemblea Legislativa ai consigli comunali e provinciali, alle piazze di tutta la Regione con banchetti e punti informativi), il programma di ritorno all’energia nucleare che il Governo della destra, attraverso dichiarazioni e progetti confusi, vuole attuare nel nostro Paese. Per questo il PD dell’Emilia-Romagna ha deciso di sostenere la campagna referendaria e l’impegno del comitato, in vista della consultazione del 12 e 13 giugno prossimi.

Già a partire dai prossimi giorni il PD regionale lancerà una mobilitazione per sensibilizzare i cittadini sull’importanza del referendum, invitando, con volantini, manifesti, e t-shirt, a votare sì.

Un “Si” chiaro e deciso per la cancellazione del programma nucleare del Governo, a favore dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili.

 

Cliccando sui testi a seguire potrete scaricare dal sito PD Emilia.Romagna:

Sì all’abrogazione del nucleare – il pieghevole

Sì all’abrogazione del nucleare – il manifesto

 

Si allega anche il testo dell’ odg presentato nel Consiglio Comunale del 29/03/2011 dal Gruppo Consigliare del Partito Democratico di San Lazzaro di SavenaIn difesa delle fonti energetiche rinnovabili” approvato dal Consiglio con i voti dei gruppi del Centro Sinistra.

 

Patto di stabilità e federalismo fiscale: le proposte del PD

La crisi economica colpisce pesantemente le famiglie e le comunità locali, intacca la tenuta e la solidità del sistema economico e imprenditoriale, causa il ricorso massiccio alla cassa integrazione, la precarietà e la perdita di lavoro. La risposta sta nella capacità di sostenere la ripresa, favorendo processi di riorganizzazione produttiva, politiche di sostegno ai redditi e ai bisogni delle famiglie, sgravi fiscali e ammortizzatori sociali, oltre che investimenti pubblici e misure per l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese.

Il Patto anticrisi promosso dalla Regione Emilia-Romagna e condiviso con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, ha avuto questa funzione e queste finalità. Mentre assolutamente inadeguate e insufficienti si sono rivelate le politiche anticrisi del Governo.

In particolare, con l’ultima Finanziaria, il Governo ha confermato il “patto di stabilità”, impedendo nuovamente ai Comuni di investire in opere pubbliche utili per lo sviluppo delle comunità ed efficaci anche contro la crisi, in quanto in grado di offrire lavoro a imprese edili ed aziende artigiane. Insomma, a migliaia di lavoratori. Il Governo ha fatto carta straccia del pronunciamento pressoché unanime del Parlamento che, un anno fa aveva votato un ordine del giorno proposto dal PD per l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità dei Comuni.

Ma contro i Comuni il Governo non si è limitato a questo. La Legge Finanziaria 2010 ha tagliato pesantemente il fondo ordinario; non ha restituito ai Comuni quanto dovuto in seguito all’abolizione dell’ICI; ha bloccato ogni forma di autonomia impositiva; ha tagliato le risorse per la sicurezza, il fondo nazionale politiche sociali, le risorse per la scuola dell’obbligo, per lo sviluppo economico, per l’ambiente. E non ha fatto un passo avanti in direzione di un vero e condiviso “federalismo fiscale”. 

Se la maggior parte dei Comuni è stata colpita da questa manovra, alcuni Enti locali non hanno subito alcun danno nonostante la loro situazione di dissesto. Catania ha ottenuto 140 milioni, Roma 500 milioni, Palermo 160 milioni di euro, in barba a ogni criterio di efficienza e responsabilità. A Roma poi, sono stati concessi altri 80 milioni di euro entrati con lo “scudo fiscale”.

Il PD è contrario a questa politica perché mette a rischio la possibilità per i Comuni di rispondere ai bisogni delle comunità locali. In particolare, in tanti piccoli Comuni, soprattutto nelle aree interne e montane, è ormai compromessa la possibilità di finanziare servizi essenziali e opere pubbliche urgenti, e la possibilità stessa di chiudere i bilanci. I Comuni sono l’ossatura del sistema istituzionale e rappresentano uno snodo fondamentale per contrastare la crisi, per modernizzare il sistema infrastrutturale, per garantire la coesione in una società sempre più complessa, per tutelare i diritti di cittadinanza.

Il PD chiede al Governo un deciso cambio di rotta. Convinto di interpretare le preoccupazioni e lo stato d’animo della stragrande maggioranza dei Sindaci, di ogni orientamento politico, come dimostrano le prese di posizione e le iniziative promosse unitariamente nella nostra e in altre Regioni, dalle associazioni di rappresentanza dei Comuni.

LE NOSTRE PROPOSTE:

1) L’attuazione del federalismo fiscale per accrescere l’autonomia finanziaria dei Comuni e, nel contempo, la responsabilità degli amministratori;
2) La modifica del Patto di Stabilità, per sostenere la spesa per investimenti, favorire la coesione sociale e premiare i Comuni virtuosi;
3) La restituzione ai Comuni dell’ICI prima casa;
4) Il sostegno ai piccoli Comuni con l’aumento del fondo per gli investimenti e il ripristino del Fondo nazionale della montagna;
5) Il completo reintegro del fondo per le politiche sociali;
6) Il riconoscimento della soppressione dell’IVA dalla Tariffa rifiuti ma senza scaricare costi su Comuni, famiglie e imprese.

Clicca qui per scaricare il volantino con le proposte del PD