Archivio della categoria: Società

Il governo Monti e le regole democratiche.(Rassegna Stampa)

Mancano poche ore alla presentazione delle misure delnuovo governo Monti. Insediato per questo e, tuttavia,immerso in un contesto di attesa, qua e là infranto da indiscrezionie anticipazioni.Proviamo a riavvolgere la pellicola e a scorrere le immaginidell’ultimo mese. Lo scenario è indubbiamente cambiato, si èaperta una fase diversa dalla precedente. Qualcuno, soprattuttochi a destra ha patito il cambiamento, sostiene la tesi del“commissar iamento”. I banchieri, i tecnici, i mercati. Per la verità,dopo i 308 voti a favore del rendiconto, vi è stato non undeficit democratico, ma, al contrario, il sistema democratico,nell’articolazione dei suoi pesi e contrappesi, ha mostrato diessere in grado di affrontare, in modo sorprendentemente ordinato,un passaggio delicato. Ne è emerso un governo sottol’egida del Presidente della Repubblica, nel pieno rispetto dellesue prerogative costituzionali. Incalzante la sequenza dellesue determinazioni: Mario Monti nominato senatore a vita, approvazionerapida della legge di stabilità, dimissioni di SilvioBerlusconi, incarico di formare un nuovo governo. Tuttonell’arco di alcuni giorni.Non si è trattato di una sospensione della democrazia, ma diuna democrazia che funziona attraverso le sue regole. Una dimostrazioneevidente che la politica, in un tempo di antipolitica,può assumere decisioni rapide, incisive, di alto profilo.Non è un caso che la Lega sia l’unica forza dell’attuale Parlamentoall’opposizione. Perché, tra le altre cose, è entrata incrisi un’idea del federalismo. Infatti: senza autonomia, senzaprossimità non può esserci federalismo.Il federalismo va preso dalla testa, non dalla coda. Non puòtrattarsi solo di un espediente contabile. Ma, prima di tutto, diuna riforma dello Stato, per superare un centro in affanno edEnti locali in uno stato di minorità. Per esempio, superandol’attuale bicameralismo perfetto, dimezzando i parlamentari,una Camera dei Deputati e un Senato delle autonomie. Un’operazioneorientata alla riduzione dei costi della politica, allamodernizzazione del sistema istituzionale, alla promozionedelle comunità e dei territori.Le istituzioni locali non sono solo apparati o appesantimentiburocratici. Sono anche un pezzo di democrazia: il più vicinoai cittadini e il più direttamente verificabile. E’ auspicabile chesi passi presto dalla demonizzazione populistica, contro questao quella parte del sistema, a una riforma, con forme ancheradicali di semplificazione e di riduzione dei costi, ma senzaperdere mai di vista il rispetto per le istituzioni democratiche .Non siamo solo di fronte a un cambio di governo, ma anchea un cambio di fase. Ma la transizione non è finita. Nel bilanciamentodelle questioni in campo è importante orientare l’azionedel governo Monti verso la discontinuità e l’equità e, allostesso tempo, lavorare a una nuova proposta di governo in vistadel rinnovo della legislatura, senza trascurare il definitivosuperamento del “p o rc e l l u m ”. Le due cose possono essereparte di uno stesso disegno, non di arretramento, ma di evoluzionedel sistema bipolare.Inoltre, c’è davanti a noi una sfida sulle questioni vere, difondo, strutturali. Sul nodo tra riforma fiscale, mercato del lavoro,welfare, si gioca una partita fondamentale. Bisogna sapereche la crescita non verrà dall’alto o per decreto, ma inrelazione ad uno sforzo complessivo del Paese. In particolare,dal punto di vista degli Enti locali, si aggrava il problema delpatto di stabilità. Deve essere chiaro che non si tratta di renditedi posizione, ma di risorse dei cittadini che a loro vanno restituite.Soprattutto nei settori in cui sta collassando il ruolodello Stato (scuola, edilizia popolare, trasporto pubblico), unragionevole allentamento è indispensabile, anche se non èdetto che tale esigenza venga recepita. Qui, in Emilia-Romagna,siamo più avanti; l’elaborazione di un patto di stabilità regionalenon è stata solo una felice intuizione, ma una delle cosepiù utili, concrete e giuste, fatte negli ultimi anni.Ma non dobbiamo dimenticare che l’azione del centrodestraal governo del Paese è stata particolarmente penalizzante proprioper il nostro territorio. Un conto è tagliare dove non c’ènulla o c’è poco. Un conto è farlo dove il governo locale è statostoricamente pensato per fornire una filiera, ampia e articolata,di servizi ai cittadini. Si dice che siamo tutti sottoposti aduna prova di maturità. Ebbene, in tale contesto, vanno messinel conto anche gli effetti a distanza della politica dei tagli e deidecreti degli ultimi tre anni. E’ uno dei motivi per i quali granparte dei Comuni del nostro territorio andrà in esercizio provvisorio,oltre alla necessità di comprendere se e in che terminil’ulteriore manovra Monti avrà ripercussioni sui bilanci.La crisi continua a mordere. Nella crisi continueranno a mordereanche i tagli. Con un bilancio sociale pesantissimo. Perquesto, senza un rinnovato spirito di comunità, senza un pattoforte tra autonomismo e sussidiarietà, faremo fatica a reggerel’urto. Oggi più che mai dobbiamo dirci che i Comuni continuanoad essere quel pezzo della nuova economia sociale dicomunità senza il quale è a rischio non solo la tenuta dei servizi,ma la prospettiva stessa di una coesione fondata sull’equità.Il lavoro che si sta facendo in Emilia-Romagna nel rafforzarei legami tra enti locali e parti sociali è prezioso per impostareuna proposta coordinata sui bilanci e, al contempo,per aiutare la comunità regionale ad attraversare la crisi.

(Marco Macciantelli sindaco di San Lazzaro di Savena)  Da L’Informazione del 4 Dicembre 2011



La nota del Giorno, 20 Giugno.

RIAPRONO I MERCATI E L’ITALIA VA ALLA PROVA DI MOODY’S. MENTRE IL SALVATAGGIO DELLA GRECIA E’ ANCORA IN ALTO MARE. IL RUOLO DELL’EUROPA. E LE COLPE DEL GOVERNO ITALIANO. BERSANI: LA DESTRA CI LASCERA’ CON LA CORDA AL COLLO.

Oggi i mercati finanziari diranno quanto si fidano dell’Italia dopo l’annuncio della agenzia di rating Moody’s di un possibile declassamento dell’Italia perché ha un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo bassa.Ciò che faranno gli operatori finanziari sui mercati avrà un notevole impatto sulle decisioni che gli italiani saranno chiamati a prendere. L’avvertimento di Moody’s è arrivato infatti in una fase estremamente delicata e caotica in Europa: i ministri dell’Unione europea non sono riusciti a trovare un accordo sul salvataggio della Grecia ed hanno rinviato a metà luglio la concessione delle risorse per sostenere il paese, in attesa che il governo e il Parlamento di Atene vari misure da lacrime e sangue per rimettere in sesto i conti pubblici del Paese.E’ in questo contesto che va collocato il problema italiano, figlio della politica di destra dell’Unione europea, ma anche e soprattutto degli errori compiuti dalla destra in Italia. “Se non facciamo una battaglia politica per imporre una diversa linea politica in Europa” ha detto Guglielmo Epifani sabato a Genova, durante la Conferenza nazionale per il lavoro del Partito democratico, “rischiamo di non avere un progetto per la crescita e l’occupazione e di trovarci tutti di fronte al dilemma al quale oggi è di fronte il premier greco Papandreu: fallire o accettare una politica recessiva, che taglia drammaticamente garanzie, stato sociale, redditi, pensioni”.Quanto all’Italia, anche qui la destra ha fatto danni, enormi e portatori di ripercussioni concrete e pesanti per i ceti più deboli. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ne ha parlato nella conclusione dei lavori di Genova: “All’inizio della legislatura noi dicemmo: attenzione, ci sarà un problema serio, non passeggero, di lunga durata. Usiamo le risorse che abbiamo per fare un piano di piccole opere da parte dei comuni e per alleggerire il peso del fisco sui redditi più bassi e sulle famiglie per sostenere i consumi. E non solo: facciamo un piano di riforme di sistema, dalle liberalizzazioni alla giustizia civile per i cittadini, e concordiamo con l’Europa un rientro graduale dal nostro debito. Loro, invece, la destra, tagliarono l’Ici per i più abbienti, misero denari nell’Alitalia, fecero il condono per chi aveva esportato capitali all’estero, e soprattutto negarono che vi fosse la crisi. Ora io chiedo: chi aveva ragione?”. Dopo anni di errori, siamo arrivati al punto. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha accettato un piano di rientro dal debito con scadenze e dimensioni durissimi da rispettare. Si è limitato a fare i cosiddetti “tagli lineari” alle spese dei ministeri e a non fare gli investimenti. Ma adesso i nodi sono venuti al pettine e l’Europa (e i mercati) si aspettano una manovra di correzione vera dei conti pubblici, pesantissima. “Dopo aver negato la crisi e le difficoltà, ora la destra ha condotto l’Italia a fare i conti con l’alternativa del diavolo” ha detto Bersani sabato: “O aprire un pericolosissimo negoziato con l’Unione europea; o fare una manovra recessiva che comporta sacrifici, tagli, riduzioni. La verità è che questo governo rischia di lasciare l’Italia con il cappio al collo”. “Ma a questo punto sono loro che devono dire come stanno le cose. Sono loro che dovranno dire la verità”.

2. LA LEGA HA ESAURITO LA SPINTA PROPULSIVA. BOSSI COSTRETTO A SOSTENERE BERLUSCONI. DOMANI E MERCOLEDI’ SCILIPOTI E BOSSI GARANTIRANNO LA FIDUCIA, MA IL GOVERNO E’ ANCORA PIU’ DEBOLE. Continua a leggere

Mobilità garantita gratuitamente, un automezzo per San Lazzaro

 

Sabato 18 giugno, alle ore 10 , è stato consegnato in piazza Libertà (alle spalle del Palazzo Comunale), alla presenza del Sindaco Marco Macciantelli, un automezzo per il trasporto di persone svantaggiate nell’ambito del Progetto Mobilità Garantita Gratuitamente.

Il progetto prevede che MGG Italia, società specializzata nella fornitura di mezzi per la mobilità di persone con limitate abilità motorie, metta a disposizione del Comune attraverso una formula di comodato d’uso gratuito un automezzo adeguatamente attrezzato per il trasporto di persone svantaggiate.

L’automezzo è finanziato da sponsor locali – principalmente aziende – che acquistano gli spazi pubblicitari da apporre sulla carrozzeria della vettura.

 

Fonte:Ufficio Stampa del comune di San Lazzaro di Savena.

 



Amministrative 2011, il commento del PD di San Lazzaro.

Il Partito Democratico di San Lazzaro, commenta risultati del primo turno delle ultime elezioni amministrative. Tornata elettorale che ha visto il Partito Democratico e più in generale tutte le forze di Centro Sinistra ottenere risultati lusinghieri, soprattutto nel nord del paese.  Eclatanti i risultati di Milano, Napoli e Cagliari, oltre a Bologna e Torino che confermano le maggioranze del precedente mandato. Milano, Napoli e Cagliari sono le città più importanti  che andranno tra qualche giorno al ballottaggio.  Ci auguriamo che il voto degli elettori, confermi anche al secondo turno la rimonta di una forza riformista e responsabile quale è il Partito Democratico.