le notizie di oggi, 14 Dicembre

Michele Cavallaro. Capogruppo PD in consiglio Comunale

Digital divide e wifi pubblico

 

Nell’epoca del comunicazione, è sempre più naturale e quasi istintivo usare strumenti informatici per rispondere alle più semplici domande e necessità. Per sapere come sarà il tempo nel week end piuttosto che eseguire pagamenti, transazioni, prenotazioni ma  anche comunicare tramite i social network, l’istinto è quello di cercare nella tasca il telefono cellulare (che in modo riduttivo si può ancora definire tale, essendo oramai dei veri e propri dispositivi super intelligenti) oppure muovere rapidamente la mano per spostare il mouse e attivare  il browser preferito (già, si chiama così il programma per navigare in internet) a cui porre le più incredibili domande e fargli effettuare qualsiasi cosa.

Quali gli impatti sulla nostra società di questo strumento? Molti: tantissimi positivi e certo alcuni anche negativi. E fra questi ce n’è uno molto negativo: parte della popolazione, vuoi per anagrafica, vuoi per le difficoltà legate all’utilizzo dello strumento, ma anche, e forse al primo posto, per il costo si sono autoescluse da questa forma di comunicazione. Wikipedia descrive così il fenomeno:

“Il digital divide, o divario digitale, è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. Oltre a indicare il divario nell’accesso reale alle tecnologie, la definizione include anche disparità nell’acquisizione di risorse o capacità necessarie a partecipare alla società dell’informazione. Il divario può essere inteso sia rispetto a un singolo paese sia a livello globale. “

Si può evidenziare, quindi, la necessità di promuovere una nuova sfida: contro l’analfabetismo elettronico e contro l’esclusione democratica nell’era elettronica.

Il Parlamento Europeo, in una raccomandazione, presentata durante il Consiglio del 26 marzo 2009, si esprime così:

«[…] l’evoluzione di Internet dimostra che esso sta diventando uno strumento indispensabile per promuovere iniziative democratiche, un nuovo foro per il dibattito politico (ad esempio per campagne elettroniche e il voto elettronico), uno strumento fondamentale a livello mondiale per esercitare la libertà di espressione (ad esempio i blog) e per sviluppare attività commerciali, nonché uno strumento per promuovere l’acquisizione di competenze informatiche e la diffusione della conoscenza (e-learning) […]»

Il PD recentemente ha presentato in Consiglio Comunale una mozione mirata allo studio della diffusione a San Lazzaro del collegamento ad internet nella forma pubblica e gratuita, sfruttando i sistemi radio, il “wifi”. Si impegna la Giunta a presentare un progetto per lo sviluppo di tale rete, impegno recepito con entusiasmo, e in corso di elaborazione.

In questo momento di crisi, la possibilità di utilizzare, in forma gratuita, lo strumento informatico non solo garantirà la possibilità a tutti di accedere alla “democrazia elettronica”  ma contribuirà anche allo sviluppo e crescita della nostra città.