Profughi, l’accoglienza nel distretto di San Lazzaro

 

Riportiamo il testo inviato dall’Ufficio Stampa del Comune di San Lazzaro

Da questo pomeriggio il Distretto di San Lazzaro ospita 12 profughi tunisini, così come è stato stabilito dal Tavolo tecnico di coordinamento provinciale per l’accoglienza dei profughi provenienti dai Paesi del Nord Africa.

La prima accoglienza, d’intesa con i gestori, è avvenuta nella locanda “La pizacra”, che si trova sulla via Idice nel Comune di Ozzano, dove si fermeranno, in questa prima fase, fino a quando non saranno destinati nei vari Comuni del Distretto. Le spese sono sostenute dalla Protezione Civile. Ad accoglierli un mediatore culturale che opererà in stretto contatto con il Distretto.

Dopo questa prima accoglienza, i profughi saranno così suddivisi: cinque a San Lazzaro, due a Ozzano e a Pianoro, uno a Loiano, Monterenzio e Monghidoro (quest’ultimo, però, può ospitare solo donne, pertanto la persona destinata sarà presa in carico da un altro comune).

La collocazione sarà gestita da ogni singolo Comune, che ha già inviato all’ufficio di Piano la mappatura delle risorse a disposizione. Nel frattempo i Comuni del Distretto stanno predisponendo le strutture che accoglieranno i profughi. Monterenzio ha messo a disposizione la Casa famiglia Tonelli, Pianoro l’Hotel Bellevue, Loiano un appartamento, Ozzano la locanda “La pizacra”, che sarà utilizzata anche da San Lazzaro finché non potrà disporre di altre risorse sul territorio.

A San Lazzaro, in particolare, è previsto nei prossimi giorni un incontro, alla presenza degli assessori alla Qualità dell’Integrazione Raymon Dassi e alla Qualità Socio-Culturale Roberta Ballotta, insieme alle associazioni di volontariato ed ai centri sociali, per definire un piano operativo per i profughi che saranno ospitati dal Comune.

«Ci siamo coordinati – ha spiegato il sindaco Marco Macciantelli – con la Provincia e con gli altri Comuni partecipando agli incontri che ci sono stati. Abbiamo condiviso l’idea di un’organizzazione di impianto distrettuale. Abbiamo promosso una riunione con gli altri Comuni del Distretto, di cui fa parte anche l’Asl, venerdì scorso e condiviso con loro un piano di recepimento dei profughi in due tempi, prima tutti in un luogo idoneo ad una ospitalità iniziale, poi la presa in carico da parte di ciascun Comune secondo le proporzioni del numero degli abitanti. Tutto si è svolto e si sta svolgendo in modo ordinato e collaborativo. E’ evidente che si tratta di uno sforzo che sta affrontando l’intero Paese e relativamente al quale la nostra Regione si qualifica per il buon funzionamento di tutte le istituzioni coinvolte, insieme alla sussidiarietà che si è resa disponibile; anche il nostro Distretto sta dando una mano e all’interno di esso ciascun Comune che ne fa parte in modo coordinato e solidale. Ringrazio i colleghi Sindaci della collaborazione, l’Ufficio di Piano, i nostri uffici, in particolare la Dott.ssa Mara Ghini e la Protezione civile del nostro Comune».