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Nuove forme di comunicazione…. 25 Aprile, la giornata della Resistenza

 

Ciao a tutte/i,
come più volte ricordato da tanti é necessario mettere in campo nuove forme di comunicazione, per raggiungere uno spettro di persone più ampio, utlizzando meglio gli strumenti che la rete ci fornisce.

Nei giorni scorsi con la collaborazione di Mauro Maggiorani abbiamo fatto una rassegna stampa tematica legata a quanto i giornali avevano scritto sulle celebrazioni del 25 Aprile in chiusura di un percorso avviato dal nostro partito anche con l’ultimo numero di San Lazzaro in Piazza.

Questo lavoro si é trasformato in un video che abbiamo pubblicato su youtube e trovate il link per vederlo sotto al manifesto del 25 Aprile commissionato come tutti gli anni ad un importante artista dal Comune di San Lazzaro di Savena.

E’ stata la prima esperienza e nelle prossime settimane troverete sul nostro sito altre testimonianze come questa in un giusto mix tra temi locali e nazionali.

Il Link su You Tube

25 Aprile a San Lazzaro, il programma delle iniziative

 

Cliccando sul manifesto potrete conoscere il programma dell’iniziative che il Comune di San Lazzaro di Savena ha previsto per il 66° anniversario della Festa della Liberazione. Come Partito Democratico ci auguriamo la massima partecipazione a tutte le iniziative  per il valore che ricopre questa data per la nostra Nazione.

 

Quest’anno il PD ha voluto omaggiare, raccogliendo una sollecitazione che negli anni passati giungeva dalla comunità,  tutte le famiglie di San Lazzaro di Savena con il tricolore con la scritta W La Resistenza allegandolo al numero di San Lazzaro in Piazza. Ci auguriamo che il 25 Aprile questa bandiera campeggi su tantissimi balconi della nostra cittadini per rendere omaggio e non dimenticare i tanti italiani che sono morti per una Italia libera e democratica. 

Qui di seguito trovate due link che Vi portano ad articoli sulla Liberazione apparsi sul nostro sito di recente:

 

21 Aprile 1945 – 21 Aprile 2011 …

21 Aprile 1945 ore 6: “E’ finita, finita, finita!” … 

Nei prossimi giorni sempre in merito al 25 Aprile il nostro sito vi regalerà una bella sorpresa… visitateci e scopritela… 

21 Aprile 1945 – 21 Aprile 2011 …

 

Il manifesto del Comune di San Lazzaro di Savena,

clicca sull’immagine e ingrandisci il manifesto e scopri le iniziative del Comune di San Lazzaro di Savena per il 25 Aprile

 

La bandiera W LA RESISTENZA

che trovate allegata al numero di San Lazzaro in Piazza in distribuzione

Un ricordo dei militari polacchi; i primi ad entrare a San Lazzaro

21 Aprile 1945, Bologna Liberata… immagini di un giovane partigiano

 

21 Aprile 1945 ore 6: “E’ finita, finita, finita!” …

L’arrivo del fascismo nelle campagne di San Lazzaro fu caratterizzato da minacce e aggressioni squadriste che raggiunsero l’apice nel marzo del 1922 con l’uccisione del socialista Ugo Mezzini.

Numerosi antifascisti vennero perseguitati o incarcerati durante il regime, da Guido Mazza a Filiberto Dall’Olio, Adelmo Aldrovandi, Armando Pasquini, Ettore Gaiba, Achille Cedri o Gustavo Trombetti che nelle carceri fasciste conobbe Antonio Gramsci.

Al cadere del fascismo (25 luglio 1943) i sanlazzaresi invasero il palazzo comunale e gettarono dalle finestre il ritratto del duce, l’emblema del fascismo e alcuni registri portati dalla casa del fascio.

Il tutto venne bruciato accompagnato dalle grida “basta con la guerra!” Il Commissario prefettizio e il Segretario del fascio, Giovanni Ungarelli, si dimisero. L’8 settembre fu annunziato l’armistizio e la gente si riversò esultante nelle strade convinta che la guerra fosse finita. Ma in breve la situazione si capovolse: i tedeschi invasero San Lazzaro installando il loro Comando militare a Villa Rusconi, ai piedi della Croara.

La direzione del risorto Partito Fascista Repubblicano venne affidata al medico Gianni Berti. Nella notte tra il 29 e il 30 dicembre una bomba venne fatta esplodere nel cortile del Comune, mandando in frantumi tutti i vetri compresi quelli della Chiesa. I bombardamenti, intanto, si intensificarono soprattutto nelle campagne mentre la resistenza cominciò a organizzarsi.

L’odissea dei volontari partigiani cominciava con il trasferimento a Castelnuovo di Monterenzio; da qui venivano destinati alle Brigate Garibaldi 36ª, 62ª e 66ª stanziate sull’Appennino. In prevalenza erano giovani: operai, braccianti, contadini, impiegati, studenti.

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